Permettere l’introduzione di seme di cozze non autoctone rappresenta una minaccia per l’ambiente e l’economia locale. 

23 ottobre 2026. Slow Food Italia si unisce alla battaglia di Slow Food Puglia esprimendo la propria contrarietà all’ipotesi, circolata negli ultimi giorni, di una deroga all’ordinanza 8/2022 del Comune di Taranto che vieta l’introduzione di seme di cozza non autoctono nel Mar Piccolo. Tale eventualità pone seri rischi di natura ecologica, biologica e ambientale, oltre che economica e sociale, ed è motivo di forte preoccupazione per il futuro della mitilicoltura a Taranto, dove quasi cinque anni fa è stato lanciato il Presidio Slow Food della cozza nera. 

Nell’ordinanza del 2022 veniva messo nero su bianco che l’immersione nei Seni del Mar Piccolo di mitili alloctoni, “dotati di caratteristiche fisiche e microbiologiche diverse da quelle delle cozze nere tarantine”, poteva causare l’introduzione di “specie aliene associate, quali alghe e invertebrati, idonee a generare inquinamento biologico, lesivo dell’equilibrio dell’ecosistema del sito, della qualità e integrità del prodotto autoctono nonché, in via consequenziale, della salute pubblica”. Per questo motivo, da quattro anni a Taranto è vietato introdurre “seme o prodotto che non appartengano alla specie della cozza nera tarantina (Mytilus galloprovincialis, Lamarck 1819) o, pur appartenendovi, non siano di provenienza autoctona”. Inoltre, veniva chiaramente evidenziato come eventuali deroghe fossero concedibili “per motivi di studio o ricerca”, da valutarsi “caso per caso”. 

Oggi ci troviamo in un contesto completamente differente. La moria del seme di cozze, che sta mettendo in ginocchio i mitilicoltori di Taranto, è dovuta al caldo eccezionale vissuto negli ultimi mesi, effetto della crisi climatica. Introdurre un seme alloctono non risolve il problema e, al tempo stesso, rischia di causarne di nuovi: l’ingresso di specie aliene può infatti generare la diffusione di patologie in grado di mettere a repentaglio il fragile ecosistema marino e le prospettive future di lavoro per i mitilicoltori locali.

Slow Food Italia è al fianco dei mitilicoltori e il Presidio Slow Food – garanzia di qualità e tracciabilità del prodotto – è lo strumento con cui, da tempo, l’associazione li sostiene. Spalancare le porte a materiale genetico di origine ignota significa sacrificare l’unicità e il valore del loro lavoro, cancellando gli sforzi di tutela fatti fino a questo momento.

Slow Food Italia

TUTELIAMO LA COZZA NERA E IL MAR PICCOLO: SLOW FOOD PUGLIA DICE NO ALLE DEROGHE SUL SEME ALLOCTONO

La recente moria del seme di cozze dovuta al caldo eccezionale ha colpito duramente la mitilicoltura tarantina.
Di fronte a questa crisi, c'è chi chiede al Comune una deroga all’Ordinanza n. 8/2022 per introdurre nel Mar Piccolo seme provenienti dall'estero o da mercati esterni.

Come Slow Food diciamo un NO netto e fermo.

Siamo e saremo sempre al fianco dei mitilicoltori e della città di Taranto, ma la tutela dell'ecosistema e dell'autenticità non si svende:

  • Inquinamento biologico e parassiti: Introdurre prodotto non autoctono significa rischiare l'ingresso di specie aliene e malattie che distruggerebbero il nostro mare.
  • Nessun vero aiuto al settore: L'ipotesi di deroghe nel 1° Seno favorirebbe solo pochissimi operatori, senza risolvere i problemi della maggioranza dei mitilicoltori (che infatti sono contrari).
  • Qualità e Tracciabilità: La Cozza Nera di Taranto è un Presidio Slow Food. Introdurre prodotto esterno mina l'identità e la storia di una tradizione secolare.

Quanto sta accadendo dimostra ancora una volta l'importanza del Presidio Slow Food per la Cozza Nera di Taranto, nato proprio per proteggere le eccellenze locali a rischio, salvaguardare l'ambiente e garantire un lavoro giusto e trasparente.
I rischi per l'ambiente e la salute pubblica non scompaiono "per brevi periodi" o "piccoli quantitativi".

L'Ordinanza non si tocca!

Slow Food Puglia