Taranto, 1 novembre 2026. Il mese di novembre è il mese tristemente noto per le giornate grigie, spesso piovose. "Ma che sapore ha una giornata uggiosa?" cantava il grande e indimenticato Lucio Battisti, su testo dell'altrettanto grande Mogol. Beh, se parliamo di sapori e di colori, di certo il fascino non manca: anche l'autunno ha le sue specialità in tavola e novembre è il mese in cui è facile trovare nei mercati le castagne e le noci, i funghi, le zucche e i broccoli, l'uva tardiva, il melograno e i kiwi, le arance e le clementine. Ma soprattutto è il mese del mosto che si fa vino (per tradizione, a San Martino) e dell'olio nuovo. A proposito di nuovo, il primo vino pronto dell'ultima vendemmia, che possiamo degustare già da fine ottobre, è il "novello". 

Benché il sottoscritto non sia un amante di questa tipologia, ma sempre aperto agli assaggi "diversi", per tradizione il giorno di Halloween o di Ognissanti, una bottiglia l'acquista e la stappa. Per "diverso" in questo caso intendo il metodo di produzione, detto a "macerazione carbonica": a differenza del vino rosso classico, il novello si ottiene senza la diraspatura preliminare delle uve; i grappoli interi vengono posti nella vasche a chiusura ermetica, sature di anidride carbonica ad una temperatura di 25-30°C per un periodo che va una settimana a 20 giorni; qui avviene la fermentazione intercellulare, ovvero la trasformazione di parte degli zuccheri in alcool, acido malico, glicerolo e altri componenti fenolici che ne donano aromi e profumi tipici; al termine di questa fase, segue la pigiatura e il completamento della fermentazione alcolica classica. Ne deriva un prodotto fresco, leggero, poco tannico, ma ricco di profumi primari, tipici dell'uva, da consumarsi entro l'inverno.

Quest'anno ho provato il Novellus Puglia Igt di Cantine Ferri, azienda vinicola pugliese di Valenzano (BA), acquistato a 9 euro presso L'Enotà, enoteca tarantina sita in via Campania 13. Questo novello è prodotto da "sirah" in purezza, dal quale si estraggono gli aromi tipici del vitigno: petali di viola, piccoli frutti di bosco e spezie dolci; il colore è quello tipico del novello, ovvero rosso purpureo luminoso; il sorso è modertamente fresco, abbastanza setoso, appena abboccato, con evidenti richiami di fruttato nel finale.

Io l'ho degustato insieme al primo piatto di gnocchi di zucca con salsa di zucca, speck e noci, trovandolo un abbinamento piuttosto riuscito. Ottimo per accompagnare la frutta di stagione, tra cui le castagne arrostite, si è ben accostata anche alla torta soffice alla zucca, tipica della viglilia di Ognissanti.

Dal sito dell'azienda: "La famiglia Ferri è dedita alla produzione di vino sin dagli inizi del ’900 in agro di Adelfia. Negli anni ’70 si trasferisce nella vicina Valenzano, dove costruisce l’attuale cantina, di circa 6000 hl di capienza, non lontana dall’Abbazia romanica “Ognissanti di Cuti”, risalente all’XI secolo. La cantina è dotata di ogni attrezzatura necessaria per conseguire il massimo della qualità.  Vengono lavorate principalmente uve autoctone come: il PRIMITIVO, il NERO di TROIA, il BOMBINO Nero e Bianco, e il MOSCATO; senza tuttavia trascurare altre uve quali lo CHARDONNAY, la GARGANEGA, il CABERNET SAUVIGNON, il MONTEPULCIANO e il SANGIOVESE. L’obbiettivo che l’Azienda Ferri intende prefiggersi consiste nel realizzare vini ben strutturati, opulenti, morbidi che rispecchino pienamente la solarità, l’arte, la storia e la cultura del territorio pugliese."

Il mese di novembre è ricco di appuntamenti enogastronomici consolidati in Puglia, tra i quali cito "Bacco nelle Gnostre" a Noci, "Novello sotto al Castello" a Conversano, "Novello in Festa" a Leverano, "Cardoncello on the Road" in 6 Comuni della Murgia e le varie feste in onore di San Martino, consultabili su questo sito alla sezione eventi.

Paolo Bargelloni